Ciao Stefano ed ancora una volta, ciao Claudio.
Il mio vecchio Parroco era solito dire che in queste circostanze la cosa migliore è il SILENZIO. La penso così anche io, ma un misto di incredulità, sgomento, rabbia ed impotenza mi porta a scrivere qualcosa per Claudio. Se li merita due parole anche se è dura riuscire ad esprimere quanto provo in questo momento.
Claudio, sempre preciso, educato, gentile, disponibile, una fonte inesauribile di notizie, dati e risultati.
L'ho ringraziato per aver pubblicato su Monza News le condoglianze per la scomparsa della mia cara Mammina. "Era il minimo che potevo fare" fu la risposta, e lo sentii molto vicino al mio dolore.
Persone come Claudio lasciano un SEGNO. E purtroppo ci si rende conto quando è troppo tardi, quando vorresti fare e dire un mare di cose, ma ormai... non è più possibile.
Solo chi soffre può capire completamente la sofferenza altrui. Capisco benissimo cosa provano i familiari di Claudio in questo momento, il vuoto che troveranno nei prossimi giorni, le lacrime che non hanno fine, ciò che avresti voluto dire e non hai fatto in tempo, i pensieri che vanno sempre a finire là...
Ma la fede ci deve dare la forza di continuare, ci mancherà sempre qualcosa o qualcuno vicino, ma sicuramente lassù abbiamo qualche Stella in più che brilla sulla nostra strada irta di problemi quotidiani da affrontare e superare.
Io forse sono fortunato, oltre alla mia Mammina, ora ci sarà anche Claudio, lassù, tra tutte le Stelle a cui poter guardare con sicurezza.
Ciao Claudio, grazie di tutto. Dino Oggioni - segretario Ac Monza Brianza
In questi momenti le parole fuggono lontane. Riaffiorano i ricordi di
attimi vissuti, di frasi non dette o mai scritte di mail diventate
storiche.
Faremo fatica ad iniziare le nostre giornate di lavoro senza la tua
morale quotidiana e sarà difficile trovare le motivazioni per
ripensare alle prossime stagioni biancorosse. Ci mancherà la tua
memoria calcistica, ci mancheranno i tuoi articoli, ci mancherai
soprattutto tu, Claudio, la tua calorosa e preziosa amicizia, la
misura e l'equilibrio dei tuoi gesti e delle tue parole.
Per ricordarti vorremmo avere la forza di parafrasare una tua
scherzosa iniziativa di qualche anno fa e sottolineare le 101 ragioni
che ci spingono a tenerti vivo nei nostri cuori; ma anche questo
risulta oggi così difficile.
Per questo ti salutiamo con le parole di una delle tante canzoni
italiane che amavi tanto: <<Le cose non vanno mai come credi, il cuoreè pieno di lacrime rotte, il tempo è ladro di cose mai dette e so che
indietro mai più si ritorna... E tutto quello che è stato è già stato,
lo metteremo nel nostro passato... Le cose non vanno mai come credi,
per questo viaggio ci vuole coraggio, però ti prego tu dacci una
mano...>>
Ti abbiamo e ti vogliamo bene, Claudio Rachele Riva
DOMENICA 6 LUGLIO 2008. Il nostro Claudio Parma se n'è andato poco dopo le 17.
Da un mese era stato ricoverato in ospedale. Sembrava che il problema non fosse serio, invece non ce l'ha fatta.La sua perdita lascia un vuoto incolmabile. Siamo affranti, svuotati, sgomenti.
Claudio per noi non era solo un validissimo collaboratore, ma un amico fraterno, un fratello maggiore con cui confidare tutti i problemi della vita quotidiana. Gli volevamo bene e gli vorremo bene per sempre. Accanto al suo letto in ospedale aveva messo un gagliardetto del Monza perché voleva sempre tenere i colori biancorossi vicini a sé.
Claudio – lo ricordo come se fosse ieri - aveva iniziato la sua brillante carriera giornalistica con questo sito. Mi chiese molto timidamente se poteva collaborare per il primo Monza-News, quello che era una semplice fanzine. Scrisse fin da subito. Impeccabile, mai un errore nei pezzi, mai uno screzio con allenatori e giocatori. Non ha mai litigato con nessuno. "Un pezzo di pane", una persona d'altri tempi. Sembrano frasi fatti, la banale retorica di questi casi, ma è la pura verità. Dal "piccolo" Monza-News era arrivato fino alla Gazzetta dello sport talmente era bravo. La mitica "rosea". Nonostante il "grande salto", non si era mai montato la testa. Era sempre quel ragazzo timido e umile che arrivava perennemente all'ultimo minuto alle partite, che era il primo a saltare giù verso il buffet a fine partita. E il primo che in caso di bisogno – era pronto a darti una mano.
Era anche un bravo portiere, ma aveva smesso negli ultimi anni. Gli chiesi di giocare il memorial Giardini con noi quest'anno. Accettò, con la sua solita dose di umiltà. "Sono fuori giri Pedo, se trovi uno piu' bravo di me, non farti problemi che io vi vengo lo stesso a guardare". Si rimise i guanti e ci portò in finale. Pochi giorni prima della partita, a fine maggio, il ricovero in ospedale. Perdemmo in finale senza di lui. Il giorno dopo, gli portai la coppa con la fotografia di tutta la squadra e una dedica: : "Avremmo voluto regalarti la Coppa, abbiamo fatto di tutto per vincere, ma non ce l'abbiamo fatta. Ci riproveremo l'anno prossimo con il nostro numero uno". Mi sorrise. A distanza di poche settimane, sono qui a piangerlo, ripensando a tutti questi anni passati insieme, alle lunghe trasferte al seguito dei biancorossi, alle email che quotidianamente ci scambiavamo per commentare le notizie del mondo biancorosso. Mi mancherà, ci mancherà e vi mancherà, ma di certo non lo dimenticheremo mai. Ciao, caro amico Claudio. Stefano Peduzzi a nome di tutta la redazione di Monza-News.
Ciao Stefano,
non ci sono parole per momenti come questo. Possiamo solo versare lacrime e pensare che Claudio sia ancora qui tra noi e possa vederci da un posto dove non soffra più come ha fatto in queste ultime settimane.
A nome del presidente Begnini e di tutta la società ci stringiamo a Voi di Monza News e partecipiamo al vostro dolore. Marco Ravasi - www.acmonzabrianza.it
Ho saputo di Claudio perchè io entro spesso nel vostro sito, mi tengo informato su Monza...la squadra di allora, i tifosi, la città, mi sono rimasti nel cuore...non ho più trovato un ambiente come quello. Avrei voluto inviare un messaggio, ma non sono tanto bravo con internet e poi mi sembrava passato tanto tempo ma ho comunque vissuto dentro me il dolore...se potete mandate un saluto alla famiglia da parte mia, e ditegli che era un ragazzo bravissimo..." Alex Pontarollo, ex giocatore Monza
Hola Claudio! Permettimi di salutarti alla tua maniera, con quell'apostrofare così simpatico che mi metteva tanta allegria quando ti incontravo o ti sentivo al telefono.Ora quell'allegria ha lasciato spazio ad un'immensa tristezza, ad un dolore troppo grande per essere descritto. A lungo ho cercato la forza per mettermi davanti alla tastiera ed inviarti un ultimo saluto. Solo ora riesco a farlo e sono così tante le cose che vorrei dirti, ma so già che molte di loro resteranno qui, insieme a questo nodo che mi stringe la gola.Mi conforta solo il pensiero che tu, da qualche parte, stai ascoltando tutti i messaggi, tutte le parole che esprimono il dolore sincero di chi ti ha conosciuto.So che tu, ancora una volta, risponderai: ok, ciao! Vorrei abbracciare la tua mamma, il tuo papà e la tua adorata sorella: forse Il conforto non lo si trova con le parole, ma l'orgoglio di aver generato e cresciuto una bellissima persona come te, possa aiutarli ad
alleviare il loro immenso dolore. Clelia Volpari - www.sportmonza.com
Mi sono collegato con il Vostro Monza news per leggere al solito qualche notizia interessante e sono rimasto senza parole....
Il calcio ci divide talvolta per 90'... ma in fondo ci affratella perchè siamo un unica grande famiglia con il cuore che batte per un sogno...
Vi sono vicino nel Vostro grande dolore
Un abbraccio
Massimo Barbero - www.forzanovara.net
Stamane, come tutti i lunedì da due anni a questa parte, sono salito sul treno delle 5,50 per Milano con "La Stampa" e "La Gazzetta dello Sport" sottomano ed acquistate in fretta e furia dal giornalaio di fiducia della stazione di Torino Porta Nuova..
Dopo aver preso posto sull'affollato treno ho iniziato a sfogliare le pagine del giornale lanciando un occhiata ai titoli prima di intraprendere la vera e propria lettura degli articoli che più mi interessano.
Arrivato intorno a pagina 20 della rosea, in un trafiletto seminascoso sotto la voce Monza, squadra che da un anno a questa parte seguivo con particolare attenzione perché era quella per cui faceva il tifo Claudio e per la quale scriveva sulla mitica gazzetta, la notizia che non avrei voluto leggere mai..
Ciao Claudio, ti avevo sentito l'altro giorno per informarmi sul tragitto per raggiungerti e che avrei percorso mercoledì per venirti a trovare dov'eri ricoverato e mi eri sembrato ristabilito, sulla via della completa guarigione, "adesso starò finalmente meglio, pochi giorni e tornerò a casa, è solo più questione di tempo ormai" mi avevi confidato..
E io già pensavo a tutte le cose che ti volevo raccontare che erano successe in questo mese, ai tuoi commenti calcistici mai faziosi come i miei, sempre seri e competenti e che non vedevo l'ora di ascoltare, ai mille consigli su tutto che tutte le volte ti chiedevo e che anche questa volta mi avresti dispensato, con la gentilezza ed il grande cuore che ti caratterizzavano....
Volevo portarti a vedere gli articoli che avevo scritto sugli Europei in tua assenza, non avendo potuto farteli leggere per scovare errori e ripetizioni come facevo fin da quando mi avevi fatto iniziare a scrivere per il tuo sito, avevo una marea di cose da dirti e da raccontarti..
Eri un amico vero Claudio, ti facevi in quattro per un favore, eri gentile, simpatico, generoso, eri una persona vera, uno di cui ci si poteva fidare, con il quale ci si poteva confidare senza problemi e sul quale sapevi di poter contare nella buona e nella cattiva sorte, certo che avresti trovato sempre una mano tesa pronta ad aiutarti, un sorriso sincero, una parola gentile e mai banale..
per me in ufficio eri veramente un fratello maggiore Claudio, mi mancavi dopo una settimana che eri assente per malattia, non puoi immaginare quanto mi mancherai ora..
Ciao Claudio, non ti dimenticherò mai, Daniele
Ho letto con sgomento la notizia della morte del tuo amico Claudio, il destino ha voluto che sia entrato questa mattina nel vostro sito perché volevo mandarti una ventina di righe sul torneo di calcio che ogni anno organizziamo per ricordare il mio amico Gabriele. Senza retorica ti dico che - quando mi capitava di leggere qualche suo articolo - lo apprezzavo, perché sapeva scrivere in maniera molto chiara e 'pulita'. Tu sai bene com'è il nostro mondo, a volte sorge il dubbio che qualcuno vada più avanti di altri solo perché 'spinto'. Ma non ho mai pensato che fosse il suo caso. E ora insieme ai ragazzi di Sportal mi unisco al terribile dolore della sua famiglia e di tutti voi. Mauro Corno - www.sportal.it
Sono allibito, basito, senza parole....ho appena aperto il vs sito e visto
la tremenda notizia...non riesco nemmeno a scrivere, forse perchè non so
cosa scrivere. La mia presenza a Monzanews è stata molto breve, quasi
effimera e forse in pochi si ricordano di me. Ma io mi ricordo benissimo di
voi e della vostra professionalità e passione, dell'entusiasmo con il quale
seguivate (seguite) le partite e le vicende del Monza. Mi ricordo una
bellissima trasferta con voi a Sassuolo qualche anno fa quando Claudio ci
venne a prendere in macchina a casa tua. Mi ricordo come difendeva da ex
numero uno il portiere del Monza di allora Righi e il suo desiderio di
dargli sempre voti alti nelle pagelle. Parlo con sincerità, i ricordi più
belli sono legati al suo sorriso solare, alla sua gentilezza, alla sua
cortesia nei modi e soprattutto alla sua grande capacità nel leggere le
partite e poi raccontarle a chi non c'era. Purtroppo la mia esperienza con
Monzanews è finita molto presto perché ho preso altre strade ma io ho sempre
continuato a seguirvi leggendo sul sito gli scritti di Peduzzi e Parma, i
primi che avevo conosciuto e gli unici che ormai conoscevo dopo tanti anni.
Forse ho scritto troppo ma ne sentivo il bisogno!!! Non è retorica, non sono
le solite parole scontate: OVUNQUE TU SIA CI MANCHERAI TANTO CLAUDIO!!! UN
SALUTO DI CUORE Jacopo
Quando sul display del mio telefonino ho visto apparire il nome del collega Luca Ornago, nel tardo pomeriggio di Domenica, ho avuto un brutto presentimento. Solitamente Luca e io ci sentiamo solo di rado, al telefono, c'eravamo visti l'ultima volta alla presentazione di Marcolin, alla Villa Reale. Strana e inaspettata, quindi, la sua chiamata. Il brutto presentimento, purtroppo, non era casuale. "E' MORTO CLAUDIO PARMA".. Mi si è gelato il sangue. Avevo appena parcheggiato l'auto, stavo andando a cena con amici. Una cena amarissima, triste, avrei voluto essere lontano. Non so dove, ma lontano. Avevo mandato un sms a Claudio venerdì: "Fratello, come andiamo?" Lo chiamavo così, non so perchè, ma mi piaceva. Mi ha risposto dopo qualche minuto: "E' stata più dura del previsto, ma ne sto uscendo. La gente come noi non molla mai". Uno degli slogan più gettonati in curva Pieri. Lui, Claudio, aveva sempre un pezzo di cuore in quella curva, dove per tanti anni ha sofferto per i colori biancorossi. La sua passione è continuata in tribuna stampa, dove ha iniziato a scrivere e raccontare alla gente le imprese del "suo" Monza. Abbiamo condiviso tante trasferte, in questi anni. Gioie e amarezze, speranze e disillusioni. Era un ragazzo di poche parole, ma quelle che diceva non erano mai fuori posto. Non riesco a credere che non lo vedrò, non lo vedremo più. Le parole, in situazioni come questa, sono aria. Meglio quindi lasciar libero di volare nel cielo il ricordo, indelebile, di un ragazzo d'oro, travolto da un beffardo e ingiusto destino. A noi che, pur nel grande dolore, siamo costretti ad andare avanti, l'impegnativo compito di onorarne al meglio, sempre e ovunque, la memoria. Gianni Santoro - www.sportmonza.com
E' un incubo, no purtroppo è tutto vero, maledizione, stamane, al risveglio ho realizzato quanto accaduto ieri sera dal momento in cui ho ricevuto la telefonata di Stefano fino al tristissimo ritrovo ospedaliero quando ci siamo guardati in faccia attoniti e increduli, ma come Claudio non c'è più?
Non sono riuscito a vederlo, ho visto solo il letto vuoto che risaliva al piano, un vuoto che mi è rimasto dentro, d'ora in poi entrare al Brianteo non sarà più come prima, ero abituato a scorgere, tra gli arrivi in tribuna stampa, i volti dei colleghi di Monza-News e il suo si giocava spesso la palma dell'ultimo insieme allo zio Gianca.
Claudio era il nostro metronomo, tutti ormai eravamo abituati a intuire se il Monza avrebbe vinto o meno la gara in base al suo comportamento, se si alzava dalla postazione e camminava nervosamente lungo i gradoni non era buon segno, solo il doppio vantaggio lo riportava con le terga alla seggiola, le sue esultanze erano tra le più accese segno che la passione veniva prima del dovere di penna.
Dal 31 agosto non lo aspetterò più perchè lui sarà già lì, sarà sempre lì, insieme a noi a soffrire e a gioire per le gesta dei nostri beniamini.
Adesso caro Claudio sei nel Club esclusivo dei grandi amanti del Calcio Monza insieme a Giorgio Vegetti, Lino Rocca, Angelo Corbetta e a tutti quelli che prima di te hanno contribuito con il loro estro giornalistico e la loro grande passione per i colori biancorossi a raccontare le vicende della nostra squadra del cuore.
CIAO CLAUDIO Bruno
Perdo un amico fraterno, un amico del cuore, un amico eccezionale.
L’ultima festa insieme era stata al mio matrimonio. Ti eri fatto dodici ore di treno, pur di esserci. E altrettante per tornare a casa.
L’altro giorno, in ospedale, mi avevi rassicurato: “Vedrai che domani o dopodomani mi dimettono; che poi quando starò meglio andiamo a bere qualcosa assieme”.
E’ stata l’unica volta – in vent’anni di amicizia – che hai mancato alla parola data.
Eri davvero un grande; ci mancherai terribilmente.
Un ultimo abbraccio, a nome di tutti gli amici della compagnia di Misano Adriatico.
Ti ricorderemo sempre.
Ciao Claudio. Tito
Ciao Claudio.
So che sei qui, vicino a noi.
Nella vita avevi già capito tutto...e ci insegnavi con i tuoi silenzi e la tua semplice, per questo splendida, ironia.
Avevi capito che era inutile affannarsi per questioni di poco conto, era inutile inalberarsi per cose su cui noi poveri mortali non abbiamo nessun potere, non possiamo decidere.
Chi ti ha conosciuto da vicino sa bene che ogni frase che scrivo e ti scrivono non è retorica.
E' verità.
E' questo il dono che ci hai lasciato.
Disprezzavi garbatamente l'ignoranza, la presunzione, la prepotenza, la falsità.
Per questo eri vero, una persona al quale chiunque avrebbe potuto abbandonarsi a occhi chiusi...senza nessun timore.
In poche parole dicevi più cose di chiunque altro.
I tuoi silenzi erano una compagnia, piena di risposte ai mille perchè che abbiamo dentro.
Eri un timido ma agguerrito nemico dell'ovvietà.
Chi ti ha conosciuto benhe, nel profondo, sa dove trovarti.
Nei silenzi, in un piccolo gesto che fa bene al cuore, nell'anima.
La stessa tua anima che si sentiva un poco imprigionata dentro a quel corpo, e che avresti voluto far volare libera e leggera.
La sento nel vento, la sento dentro di me.
Ciao Claudio, un esempio, un amico, una persona vera. Manuele
Un grande tifoso dell'Aurora da domenica pomeriggio ci ha lasciati per sempre. Un tifoso, ma soprattutto un amico, mio e di tanti ragazzi che frequentano le tribune dell'Aldo Moro. Claudio Parma, Gil per i frequentatori del forum di Basketcafè nonché cognato di Luca De Ponti "Lucarchitetto", non è più fra noi. Durissimo scrivere queste righe, credetemi. Durissimo trovare una risposta valida per quanto accaduto. Di lui ricorderò e ricorderemo la passione genuina per lo sport e per la pallacanestro, la sportività nell'accettare la sconfitta, la pacatezza e competenza nella sua seconda professione di giornalista sportivo che lo avevano portato a firmare le pagine della Gazzetta dello Sport oltre che de L'Esagono per il quale aveva talvolta seguito le partite dell'Aurora. Si rischia di cadere nella retorica, ma con Claudio questo non può avvenire. Perché era davvero così. Una persona vera, corretta. A me lascia un vuoto importante. Pallacanestro Aurora Desio nelle persone del suo presidente Ivan Papaianni e del vice-presidente Tito Gavazzi si unisce al dolore della sua famiglia, dei genitori, di Paola, Luca e della piccola Sara.
Ciao PR!! Roberto Sanvito - www.auroradesio.it
Ti penso molto Claudio. Sarà che non mi vengono le parole per raccontare, per spiegare, per credere.... Credere... In certi casi aiuta a vivere. Vivere... Fa tutto un pò ridere e un pò piangere Claudio. Se non fossi sicuro che mi ci stai guardando tutti e che vorresti tanto farcelo sapere, mi metterei a piangere. Un pò l'ho fatto. Mi viene in mente il tempo trascorso insieme. Non tanto, non particolare. Tempo. Luoghi (Monzello, Brianteo). Sguardi. Scambi d'opionione, perchè il calcio non è matematica. Anzi... Un'amicizia mai nata veramente ma che, mi accorgo, comincia a mancarmi. Ciao Claudio. Con rispetto. Luca Ornago - Il Giorno
Un piccolo ricordo di Claudio! Sono vicino alla famiglia e a te Ste'.
Vi ho visto sempre come due fratelli.
Se ne andato nel silenzio, nel
periodo dell'anno più tranquillo per il calcio giocato. I campionati
sono finiti e la stagione nuova deve ancora iniziare. La prossima
inizierà senza una delle bandiere del Monza, quel Claudio Parma che
conobbi casualmente nel 2001 quando stavo iniziando l'avventura di reporter.
Claudio è stato più bravo di me e di tutti quelli del 2001, arrivando addirittura al sogno di tutti noi, la Gazzetta.
Quella
Gazzetta che è un po' come la nazionale per i calciatori. Tutti sognano
almeno una presenza, lui era ormai uno dei convocati sicuri al seguito
della sua squadra del cuore. Il sogno fatto realtà!
Sempre deciso nei commenti, ma con grande equilibrio lasciando da parte il cuore per raccontare fedelmente le partite e le notizie del Monza.
Io lo voglio
ricordare come lo vedevo sovente al Breda, a scoprire i segreti dei prossimi avversari dei biancorossi, con il suo arrivo a bordo tribuna e con lo sguardo a cercare qualche amico da raggiungere in tribuna .
Amava seguire la partita sempre con grande senso critico e competenza da vero appassionato di calcio.
Adesso seguirà tutte le avventure del
Monza da lassù, un po' troppo lontano per noi che siamo rimasti, ma
siamo sicuri che quando entreremo allo stadio uno dall'alto controllerà
chi fra amici e colleghi è presente. Ciao Claudio! Alfonso Pettinaroli - www.tuttalac.it
Ciao Claudio,
Stanotte prima mentre cercavo di prendere sonno ho sentito una canzone
di Ligabue e mi sono venute le lacrime agli occhi ripensandoti. E'
proprio con quelle parole che voglio darti io mio arrivederci:
"hai
lottato come un uomo con la brutta compagnia
che non eri mica stanco
che nessuno mai è pronto quando c'è da andare via
hai pregato
bestemmiando per la rabbia per tutta l'agonia
per le scelte che stava
facendo dio...
se ti scrivo solo adesso è che sono io così
è che
arrivo spesso tardi
quando sono già ricordi che hanno preso casa qui
non è vero ciò che ho detto: qua c'è tutto a dire che ci sei
fai buon
viaggio e poi poi riposa se puoi"
Arrivederci Portierone...resterai
sempre uno di noi! Matteo Delbue
Di poche parole ma sempre grandi
spesso la rivalita' sportiva ci ha visto su due fronti, ma in tutti questi anni, mai una parola di troppo, mai alzato la voce, sempre il sorriso sapiente di chi il monza lo aveva stampato nel cuore. spesso le discussioni tattiche nella nostra sala stampa, sia che si parlasse della mia pro sesto o del monza o di qualsiasi altra squadra si concludevano con una stretta di mano, convincendomi che cio che diceva era realmente corretto. mi dispiace. mi dispiace davvero. rimarra' un ricordo indelebile nel tempo come rimarra' indelebile il modo nella quale ci siamo conosciuti. ed a me tifoso della prosesto, manchera' tantissimo la sua presenza. permettetemelo...forza claudio...forza monza.
riposa in pace, la terra dei grandi ti ha accolto. Massimo - Ufficio Stampa Ac Pro Sesto
Raramente si incontrano persone e soprattutto colleghi della tua statura umana. Umile, rispettoso, propositivo e sempre incline al sereno confronto, nonché trascinato, come molti di noi, da una genuina passione per il calcio, per il Monza e per il mestiere di chi deve scrivere di cio' che ha visto e cio' che succede. Ti ho conosciuto poco, purtroppo, ed ora, solo ora, tardivamente, ti scrivo quanto ti ho stimato, a pelle e per come hai iniziato ad applicarti in un mestiere, quello del giornalista, così ondivago e ricco di insidie.
Non so perché il destino abbia scelto questo, mi piace pensare che sia perché adesso stai meglio di noi, almeno lo vorrei, almeno lo spero.
Ciao Claudio, un abbraccio...
Gianluca Ciofi (Il Nuovo Calcio)
Il direttore del sito www.dauniasport.it Francesco Scopece e tutta la
redazione Sinceramente dispiaciuti per la
triste circostanza, porgiamo le
nostre sentite condoglianze.
Sentite condoglianze a familiari ed amici Marco Teani - difensore Ac Monza Brianza
Ciao Claudio, non trovo le parole per descrivere questo momento di
grande ed infinita tristezza. Allora ti mando un abbraccio ed una
carezza, amico e compagno della nostra splendida avventura. E aspetto
un tuo abbraccio, forte, e una tua carezza, delicata.
Mi sento un po'
più solo. Sorridimi. Daniele Schenoni
Sono molto addolorato per la scomparsa di Claudio.
Un abbraccio alla famiglia e alla redazione. Ivano Bison - Radio Lombardia
Volevo esprimere le mie più sentite condoglianze a voi e alla famiglia per la scomparsa di Claudio Parma, collega gentile, delicato, umano, una persona vera che mancherà a tutti Alex Mariani
Di fronte a tragedie simili le parole servono a poco. Non resta che il silenzio – commosso e angosciato – per riflettere sul vero significato della vita.Quando un ragazzo così giovane viene repentinamente e brutalmente strappato ai suoi affetti e alle sue passioni lo sgomento prende il sopravvento. Non resta che la preghiera – profonda e sincera – per accompagnare Claudio e per stare vicino a chi resta a soffrire in questa valle di lacrime. Fiorenzo Dosso – Corrispondente CORRIERE DELLO SPORT-STADIO
Domenica 6 luglio una persona alla quale tutti volevamo bene ci ha lasciati. Ogni morte porta con sé un grande vuoto, alcune lasciano troppi perché, troppe domande senza risposta. Anche questa volta, già adesso, le domande non sono più importanti. Anche questa volta non ci saranno risposte. Quello che è importante è ciò che Claudio ha lasciato in ognuno di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo ed il suo ricordo continua a farlo vivere con noi. So che non avrebbe voluto vederci tristi, anche se per noi è difficile non esserlo adesso, ma il modo migliore per ricordarlo è con la sua spensieratezza, la sua infinita generosità, con il suo modo di amare il Monza, il grande amore comune che ci univa da lungo tempo. Qualcosa l'ha diviso temporaneamente da noi, ma la sua vita non è finita, solo continua in un'altra dimensione, dimensione che la nostra limitatezza ci impedisce di conoscere. Non potremo più condividere con lui tante cose, ma ciò che ha lasciato nella memoria di quelli che lo hanno conosciuto continuerà a vivere. Personalmente, tante cose mi ricorderanno sempre di te, Claudio. Il tuo modo di fare, sempre pacato e gentile, anche quando mi facevi qualche appunto su ciò che commentavo dalla mia postazione in tribuna stampa, spesso di fianco alla tua. Ma per primo sento ancora nelle orecchie il tuo caratteristico modo di salutarmi, con quella voce particolare e sorridendomi… Ti ricordi? L'hai fatto anche venerdì sera. Ciao Claudio. Anzi arrivederci, spero proprio che le nostre anime si possano incontrare in altre vite, ne sarei felice perché vorrebbe dire che potrei continuare a gustare il tuo modo di donare agli altri la parte migliore di te. Nel frattempo, mi mancherai molto. Giulio Artesani
Sono sempre inadeguate le parole di fronte a questi eventi. Sopra ogni cosa ricordo la mitezza, la sobrietà; il vissuto di umiltà e accettazione. Rimane la rabbia quasi, per questa fine prematura. E una lezione di senso, che riporta a ciò che è più autentico, vero. Umano Fontana Vittorio
Ciao Claudio, non dimenticherò mai i quattro anni passati lavorando spalla a spalla, eri una grande persona.
Porrini Rosaldo
Lo conoscevo da poco, ma ciò che mi piaceva di Claudio era quel suo modo d’essere garbato, pacato, persino raffinato che sicuramente trasferiva nei suoi articoli e nel suo lavoro….gli ho rivolto molti dei miei pensieri in questi due giorni. Ciripicchi Meloni Luca
Ciao Caro Claudio,a causa del mio carattere chiuso e riservato non abbiamo fatto in tempo a conoscerci più a fondo. Da lunedì mattina ogni volta che passo nel corridoio e vedo la tua scrivania vuota mi viene un tuffo al cuore. L’assenza è palese e di inenarrabile intensità. Prego per te e per gli affetti che hai lasciato.Porterò il Tuo ricordo sempre con me.Un grosso abbraccio Soccodato Andrea
Domenica sera, poco dopo che il sito aveva aperto un topic per ricordare Claudio, avevo deciso che non vi avrei scritto nulla non piacendomi la retorica del caro defunto, anche se in passato mi era capitato di averla utilizzata per dovere professionale. Ma dopo 48 ore trascorse perlopiù con la testa tra le nuvole a ricordare i tanti bei momenti passati con Claudio, provando un senso di svuotamento ineguagliato, e leggendo diverse sincere e condivisibili testimonianze da parte di amici e colleghi, ho pensato che anche un mio scritto sarebbe potuto servire a far riflettere qualcuno come qualcuno ha fatto riflettere me. Di Claudio è stato già detto tutto. Per me, fin da subito, era un ragazzo eccezionale e un ottimo cronista. E' sempre stato il mio interlocutore privilegiato quando si parlava del Monza perché era capace di giudicare prestazioni e situazioni con grande obiettività. Beh, da domenica Claudio non c'è più e ciò appare innanzitutto incomprensibile, anzi, impossibile. Sembra impossibile che nel 2008 si possa morire di malattia nel giro di pochi giorni a soli 36 anni. Tutti i giorni la scienza scopre qualcosa, apre nuove frontiere, eppure il lutto che ci ha colpiti, traumatizzati, ci ha ricordato che la medicina ha ancora una lunga strada da percorrere. Seconda considerazione: in queste 48 ore mi sono immaginato la tribuna stampa del Brianteo senza Claudio e ho provato sensazioni forti, brutte. Non me ne vogliano coloro che non la frequentano più e quelli che la frequentano assiduamente come me, ma ora come ora non ho più la voglia di tornarci. Perché Claudio era così speciale da essere, forse, il solo benvoluto da tutti, l'unico al quale tutti, prima o poi durante la partita, si rivolgevano per uno scambio d'opinioni, una richiesta, una battuta divertente. E lui a sua volta cercava sempre il contatto perché faceva parte del suo carattere, perché riusciva a essere, appunto, amico di tutti. Dunque, era il cuore della tribuna stampa? Sì, questa è la risposta che mi sono dato. E adesso che questo cuore ha cessato di battere? Bisogna fermarsi a riflettere. E quindi agire per non dimenticare. Con la prima considerazione ho fornito uno spunto di iniziativa. Camillo Chiarino
Prendo in prestito le parole che mi mancano per riempire questo tremendo vuoto: "Nulla può far danno a un uomo buono, né in vita né dopo la morte." (Socrate)
Addio grande Pierre Max Sala
sono talmente addolorato e incredulo per quello che è successo che non riesco a trovare le parole, posso solo dire che Claudio era una persona stupenda, onesta e sincera, non ho perso un collega ma un amico carissimo Guido Antonio Franco
Anche se ci conoscevamo appena quel poco che ho visto mi basta per dire che se ne andata una grande persona......Ciao Claudio Marco Molisani
Da tifoso a tifoso dico solo:
Ciao Claudio. Mancherai anche a chi come me non ti ha conosciuto Edoardo Galiberti
Sono una qualunque, che ha conosciuto Claudio sulle tribune del Monzello e fra le fila dei Monelli. L’ho incontrato domenica mezzogiorno in ospedale e poi di nuovo lunedì, martedì e mercoledì nella sua nuova veste di “uomo celeste”.Volevo solo complimentarmi per la bella, significativa immagine scelta per ricordarlo sul vs sito.
Un grazie anche per tutte le splendide parole spese per lui in questi giorni.
Di certo lo ricorderò in piedi fra le panche della mia parrocchia dove a volte veniva a messa la domenica mattina: uno sguardo sempre sorridente, anche verso di me, consapevoli tacitamente entrambi del legame che avevamo al di fuori di quelle mura. Una persona bella, accogliente.
Da adesso però vorrei pensare un po’ di più alla sua famiglia, ai suoi, a sua sorella e soprattutto alla piccola Sara, che certamente godrà di un occhio di riguardo dal cielo. Ciao Francesca
Capitano, con te per l’ultima trasferta Claudio Parma, 36 anni, corrispondente da Monza per la “Gazzetta dello Sport”, collaboratore per le pagine sportive de “L’Esagono” e del sito “Monzanews”, è morto domenica pomeriggio all’ospedale cittadino “San Gerardo”. Vi era stato ricoverato d’urgenza qualche settimana fa, in Chirurgia. “Un’ulcera gastrica”, mi aveva detto, magari riconducibile - avevo supposto io - agli stressanti avanti e indré in auto cui era costretto da quando l’azienda presso la quale lavorava, l’Italgas, l’aveva trasferito dalla sede di Muggiò, sotto casa di Claudio praticamente, a quella di San Donato Milanese. “Ma no, no, certamente è un disagio doversi sorbire ogni giorno chilometri e code. Però non è questo il problema..”, aveva replicato lui regalando uno dei suoi sorrisi dolci e malinconici.
Ha accettato il ricovero con lo spirito di sempre. Si è sottoposto a quello che sarebbe diventato il suo calvario con serenità, perfino con un pizzico di fatalismo, addirittura un briciolo d’ironia: “Dài, vuol dire che considererò la degenza come un anticipo sulle ferie estive…” aveva scherzato. “Ferie che farai come al solito nell’amata Romagna… “ avevo concluso io, conoscendone la predilezione per il litorale adriatico, Misano, Cesenatico, Riccione.
M’ero convinto anch’io si trattasse di una cosa di poco conto. Ho cominciato a preoccuparmi - come tanti, come tutti i suoi cari, i suoi amici - quando ho visto che le cose andavano per le lunghe, i tempi del ricovero si dilatavano. Allora ho temuto la classica pietosa bugìa. Due successive operazioni nel giro di pochi giorni hanno insinuato il dubbio. Però non avrei mai pensato a un esito così fulmineo e inappelabile.
“Sto facendo una salita dura, molto dura”, mi aveva confidato in un recentissimo sms. E siccome scherzando ma non troppo mi dichiaravo metaforicamente disposto a fargli da gregario, su quella salita ripida, aveva risposto: “Tu non potrai essere mai il mio gregario. Sei il nostro decano, di noi giornalisti sportivi monzesi, intendo. Non hai la stoffa del gregario…”.
Caro Claudio, come avrei voluto affiancarti su quella salita impossibile, passarti una borraccia salvifica, con dell’acqua miracolosa. Oppure consentirti di chiedere un provvidenziale time out, giusto come talvolta imploravi da parte del coach quando la tua squadra del cuore (l’Aurora Desio, e qui parlo il linguaggio del basket, l’altra tua grande passione oltre al calcio) appariva in difficoltà. Invece avevi ragione tu, su certe salite non serve avere gregari pietosi che soccorrano. E’ tutto inutile, bisogna andar su da soli, finché si può. Si arranca, lo striscione d’arrivo lungi dall’avvicinarsi s’allontana beffardo. E’ un crudele miraggio.
Si sente dire spesso “sono i migliori che se ne vanno”, e sembra un’affermazione logora. Di maniera. Invece è proprio così, mai come nel tuo caso il detto popolare è veritiero. Tu a pieno diritto meriti di essere annoverato nella schiera dei migliori: un amico riservato, leale e fedele. Un prezioso punto di riferimento a livello professionale - quante volte i tuoi appunti precisi mi hanno “ a posteriori” salvato, allorché peccando di presunzione ritenevo di potermi affidare alla mia sola memoria! -, un esempio per passione, dedizione, competenza.
Ci vantavamo, io e Claudio, di aver stabilito insieme e in esclusiva un piccolo, significativo record. Nostro, tutto nostro: due stagioni fa, eravamo riusciti a “fare” tutte le trasferte imposte al Calcio Monza dal calendario. Nessuna defezione, sempre presenti, nel bene e nel male. Una volta, per Pisa, scegliemmo il treno. Per il resto - si trattasse di andare a Grosseto o a Busto Arsizio, a Pistoia, Lucca o Cremona - rigorosamente l’automobile. Quasi sempre la sua incredibile, vissutissima Clio.
Guidava lui, Claudio. I chilometri macinati per il “suo” Monza non gli pesavano. Spero che anche la terra ora gli sia lieve, più lieve di quel piede che dolce e deciso premeva sull’acceleratore per arrivare in tempo alla partita. O per tornarne. Di fretta. A casa, in redazione, a scriverne. E il lunedì mattina, puntuale come suo costume, in ufficio. Capitano, siamo stati con te, accanto a te, per accompagnarti nell’ultima trasferta. Giancarlo Besana
IACO: “CLAUDIO AVRA’ ESULTATO PER LA MIA RETE” Il fantasista ha dedicato il gol al cronista scomparso Un gol, un punto pesante, una dedica speciale. Vincenzo Iacopino è un giocatore forte, forse uno dei più bravi della categoria. Ha un passato illustre e un cuore d’oro. Perché di solito quando si segna si dedica il proprio gol alla moglie, alla fidanzata, all’amico. Lui no, lui si è ricordato di quel ragazzo con gli occhi azzurri che aveva incrociato in un bar tre mesi fa. “Mi si è gelato il sangue quando ho saputo della scomparsa del vostro collega Claudio Parma” ci confidò alla presentazione della squadra. Proprio Iacopino – un ragazzo di una semplicità estrema – ha battezzato il debutto del nuovo corso di Marcolin con una bella rete e con una dedica a chi non c’è più, al nostro amico Claudio che ci ha lasciati in una domenica di luglio dopo una breve malattia. “Claudio lassù avrà esultato” il dolce pensiero di “Iaco”. Uno che in campo è sempre uno dei migliori. Come domenica a Ferrara, quando un suo tiro di sinistro ha cambiato le sorti di una partita che sarebbe potuta finire male.
IL GRANDE IACO: "DEDICO IL MIO GOL A CLAUDIO"
Vincenzo Iacopino - sulle colonne de "Il Giorno" - ha voluto dedicare la sua rete segnata alla Spal al nostro amico Claudio Parma: "Lo dedico a Claudio. Sono certo che l´ha visto... Non riesco ad esprimere quello che provo e quindi alle parole pensateci voi ma tengo particolarmente a questa dedica e quindi vi ringrazio in anticipo per lo spazio che le darete". Dedica che riprendiamo anche noi su Monza-News per ringraziare Iacopino di questa bellissima dedica: hai ragione Iaco, Claudio da lassù avrà certamente apprezzato.
Ciao Stefano,
mi chiamo Raffaele, sono un tifoso del Monza, ma dallo scorso anno anche tifoso dell´Hockey Monza.
In occasione della penultima partita dei play-off al Paladallago di Novara io ed altri amici siamo andati a vedere la partita. Pochi minuti dopo l´inizio arriva di corsa Claudio Parma. In due minuti apre il computer e inizia a scrivere, mentre con un occhio guarda il rettangolo di gioco, dopo 5 minuti lo chiamo per sedersi vicino a noi, ma lui sempre timido mi ha risposto frettolosamente: "Adesso arrivo". Solo 10 minuti dopo si è seduto di fianco a noi e mentre scriveva ci chiedeva le azioni che non riusciva a vedere. Per me resta un Grande. Tutto questo Stefano per dirti che casualmente a fine gara abbiamo scattato una foto dove stava arrivando Claudio. Credo che questa sia una delle ultime foto del grande Claudio perchè da li a poco so che è stato ricoverato in ospedale da dove purtroppo non è più uscito.
Stefano, quello che mi sono sentito di fare e di mandarti questa ultima foto dove anche altri che conoscevano Claudio possano vederla, chiedendoti di pubblicarla su Monza News,sempre che ti faccia piacere.
a risentirci e grazie Raffaele